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Blog di Francesco Amendola

venerdì, maggio 19, 2006

Aperitivo con Massimo Maria De Meo

Ciao a tutti,
vorrei segnalare la candidatura di Massimo Maria De Meo al consiglio comunale di Roma, le cui elezioni sono previste per il 28 e 29 maggio.

Il suo principale impegno politico è fare di Roma una città accogliente, con più diritti e meno esclusione, in particolare per i bambini: maggiori informazioni sono disponibili nella brochure allegata o sul sito http://www.massimomariademeo.it

Vorrei ricordare che il voto al consiglio comunale è disgiunto da quello per la carica di Sindaco, per cui è possibile tracciare un segno sul rettangolo con il nominativo alla carica di sindaco e un altro segno di voto su una lista di candidati consiglieri non collegata al candidato sindaco prescelto (di qualsiasi partito, anche di opposto schieramento politico), esprimendo poi un'unica preferenza per il candidato Massimo Maria De Meo alla carica di consigliere comunale. In pratica è possibile votare ad esempio per un Sindaco di destra e per il candidato consigliere Massimo Maria De Meo.

In questo modo la scelta del Sindaco non sarà in alcun modo correlata a quella del consigliere, né condizionata; è dunque auspicabile offrire il proprio voto a Massimo Maria De Meo per il consiglio comunale piuttosto che perderlo, non offrendolo a nessuno.

Per conoscerlo personalmente ci possiamo incontrare per un aperitivo offerto da Massimo Maria De Meo, martedì 23 maggio alle ore 21, presso l'Enoteca Capranica in p.zza Capranica (vicino Montecitorio).

Saluti e a presto, F.A.

Link: http://www.massimomariademeo.it

venerdì, giugno 24, 2005

Sì o No al Referendum sulla Fecondazione Assistita

Analizzati i quattro quesiti, si procederà ora ad evidenziare le principali motivazioni basate per quanto possibile su dati oggettivi, scientifici o statistici, promosse dai fautori del "", da quelli del "No" e dagli "astensionisti".

Questa analisi nasce dalla constatazione che l'informazione data fin ora su questi temi è stata scarsa ed a volte erronea, anche se proveniente da fonti autorevoli, e dalla volontà di esporre in maniera chiara le ripercussioni che potrebbero esserci. Potrà sembrare banale ricordare in questa sede che non si è obbligati a votare tutti "Sì" o tutti "No", ma la maggior parte dei pareri trasmessi dai mass media sono stati abbastanza estremisti, nel senso di vedere le cose o tutte bianche o tutte nere, mentre il mondo è pieno di sfumature.


I quesito (scheda di colore celeste)
Utilizzo di embrioni per la cura di nuove malattie

Il primo quesito riguarda la possibilità di crioconservazione degli embrioni, il loro utilizzo per fini di ricerca scientifica (clonazione terapeutica) e la diagnosi preimpianto.

Le ragioni del "Sì" Le ragioni del "No"
1. Consentire la ricerca scientifica sulle cellule staminali prelevate dagli embrioni, al fine di cercare cure per gravi malattie quali il cancro, la sclerosi, l'Alzheimer, il diabete, il Parkinson, etc.



2. Conoscere tramite la diagnosi preimpianto lo stato di salute genetica dell'embrione.
1. Mentre è dimostrato scientificamente che risulta possibile curare malattie con cellule staminali adulte (58 casi registrati nel mondo), non si ha ancora nessun risultato positivo con quelle di provenienza embrionale. Inoltre in un caso su cinque è stata osservata l’insorgenza di forme tumorali, dovute ad una crescita fuori controllo delle cellule staminali embrionali impiantate. 2. Prima dell'entrata in vigore della legge 40/04, la diagnosi preimpianto è stata effettuata solo dall’11,6% dei centri che praticano la fecondazione artificiale (dati 2003 Istituto Superiore di Sanità). Inoltre per effettuare la diagnosi preimpianto è necessario prelevare 1-2 cellule da un embrione che ne ha solo 6-8, per cui si corre il rischio di danneggiare gravemente l'embrione stesso, o quanto meno di indebolirlo: infatti solo il 15-20% degli embrioni cui è stata praticata la diagnosi preimpianto si sviluppano fino alla nascita.


Inoltre mentre è attualmente vietato crioconservare embrioni, è invece ammessa la crioconservazione dei gameti, per cui sembrerebbe possibile conservare questi ultimi al posto degli ovuli fecondati. Tuttavia la crioconservazione degli ovuli non fecondati non risulta ancora efficace quanto quella degli embrioni già formati. Infine anche senza la diagnosi preimpianto è possibile rilevare lo stato di salute del nascituro, ad esempio tramite la diagnosi prenatale effettuata tra la decima e ventesima settimana di gravidanza: con questa tecnica, in caso di feto affetto da malattie, l'unica alternativa al parto è l'interruzione di gravidanza, soluzione indubbiamente più invasiva e con maggiori conseguenze di una gravidanza evitata.


II quesito (scheda di colore arancione)
Norme sui limiti all'accesso nell'utilizzo di più embrioni

Il secondo quesito riguarda l'accesso alla PMA ad una più ampia tipologia di coppie, l'abolizione della possibilità di revoca entro la fecondazione dell'ovulo, l'abolizione del limite massimo di creazione di tre embrioni e dell'obbligo di impianto di tutti gli embrioni formati, la possibilità di crioconservare gli embrioni che non possono essere impiantati.

Le ragioni del "Sì" Le ragioni del "No"
1. Consentire l'accesso alla PMA anche a coppie affette da infertilità non documentabile, ovvero non sterili ma portatrici di malattie genetiche.

2. Lasciare alla deontologia ed alla professionalità del medico la scelta del numero ottimale di embrioni da creare e di quello da impiantare.

3. Consentire il non impianto degli embrioni affetti da malattie genetiche.
1. Regolamentare un settore troppo a lungo lasciato senza norme: sono documentati casi di impianti multipli fino a dieci embrioni che hanno causato parti plurigemellari.


2. Il limite di tre embrioni è comunque sufficiente per garantire una percentuale di successo paragonabile a quella osservata in assenza di limiti, ovvero prima dell'entrata in vigore della legge: si è infatti passati dal 27% ante legem al 24,2% post legem.


In generale, data anche la complessità dei punti trattati, questo quesito è stato più volte affrontato da un punto di vista etico più che scientifico. Tuttavia si sottolinea che, anche abrogando la parte relativa al numero massimo di embrioni che si possono creare e all'obbligo di impianto, rimane comunque la frase "le tecniche di produzione degli embrioni, ..., non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ".


III quesito(scheda di colore grigio)
Ampliamento sfera dei diritti

Il terzo quesito riguarda le stesse tematiche affrontate nel quesito precedente, con la sostanziale differenza che, mentre il II quesito non intende abrogare del tutto le finalità della legge 40/04, lasciando inalterate le condizioni e le modalità di accesso alla PMA, ma soprattutto riconoscendo diritti al concepito, qui si vuole eliminare del tutto il primo articolo del testo di legge, con la principale conseguenza di non voler riconoscere alcun diritto all'embrione

Le ragioni del "Sì" Le ragioni del "No"
1. Tutte quelle analizzate per il II quesito.
2. Non esiste alcuna legge che riconosca l'embrione come persona giuridica.

3. Riconoscere diritti all'embrione può essere un primo passo verso la modifica della legge 22 maggio 1978, n. 194 (legge sull'aborto).
1. Tutte quelle analizzate per il II quesito.

2. Si riconosce la vita all'atto del concepimento.

3. Si provocherebbe la ridefinizione di tutti i principi che regolano il ricorso alla PMA.




IV quesito (scheda di colore rosa)
Fecondazione eterologa

Il quarto quesito riguarda le possibilità di ricorrere alla PMA a coppie in cui uno dei componenti sia assolutamente sterile, ricorrendo ad un donatore esterno ad esse (fecondazione eterologa).

Le ragioni del "Sì" Le ragioni del "No"
1. Consentire alle coppie gravemente sterili di ricorrere alla PMA in Italia

2. Evitare che il ricorso alla PMA sia riservato solo alle coppie gravemente sterili più facoltose, che dunque possono recarsi nei Paesi esteri ove tale tecnica è consentita.

3. Non esiste alcuna evidenza scientifica della tesi secondo la quale i bambini nati da fecondazione eterologa sarebbero infelici o vittime di disturbi psicologici.
1. Rischio di rifiuto del bambino dal partner che non lo ha generato.

2. Negazione al figlio il diritto di conoscere le proprie origini.

3. Rischio di malattie genetiche trasmesse dal donatore.


In aggiunta a quanto riportato i sostenitori del "No" segnalano l'adozione come alternativa alla PMA mediante fecondazione eterologa.

Per quanto riguarda infine le ragioni degli "astensionisti", vale la pena sottolineare che si tratta per lo più di una scelta di comodo per far vincere il "No", piuttosto che una presa di posizione contro lo strumento referendum in sè, in quanto l'astensione offre maggiori possibilità di successo.

Infine all'osservazione che è molto probabile che in caso di vittoria del "Sì", la percentuale dei votanti non sia una maggioranza assoluta si potrebbe obiettare che anche alle elezioni politiche i vincitori non ottengono la maggioranza assoluta, e che sono proprio costoro che poi formulano le leggi che i referendum chiedono di abrogare.



Per trarre ulteriori spunti di riflessione si segnala:

- Commento alla legge 40/2004 a cura del SISMER

- La fecondazione proibita, di Chiara Valentini

mercoledì, giugno 08, 2005

Referendum sulla Fecondazione Assistita

Il 12 e 13 Giugno si voterà per stabilire se e in quali termini modificare la legge 40 del 19 febbraio 2004, "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita": si analizzeranno di seguito i quattro quesiti proposti senza alcuna volontà di parte nè pretesa di esaustività.


I quesito (scheda di colore celeste) Utilizzo di embrioni per la cura di nuove malattie

Con questo quesito si vogliono abrogare quattro punti.

1. Il primo punto riguarda la clonazione cellulare, attualmente vietata in toto: il "Sì" consentirebbe la clonazione terapeutica, fermo restando il divieto di clonazione riproduttiva.

2. Il secondo punto riguarda la ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni frutto della tecnica della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), al momento contemplata unicamente per finalità terapeutiche e diagnostiche volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso: il "Sì" consentirebbe la diagnosi preimpianto di una malattia genetica anche nel caso in cui quest’ultima non fosse l’unica metodologia disponibile a livello terapeutico e diagnostico.

3. Il terzo punto riguarda l'abrogazione dell'attuale divieto di effettuare la clonazione mediante la tecnica del trasferimento nucleare sia a fini procreativi che di ricerca (per la produzione di cellule staminali): il "Sì" consentirebbe dunque la clonazione terapeutica ottenuta trasferendo il nucleo di una cellula adulta in un cellula uovo da cui è stato precedentemente sottratto il nucleo: attraverso una stimolazione la cellula uovo comincia a produrre cellule staminali embrionali che verranno prelevate ed utilizzate al solo fine di studiare possibili cure.

4. Il quarto ed ultimo punto riguarda la crioconservazione embrionale, attualmente vietata salvo casi eccezionali (mentre è ammessa quella dei gameti): il "Sì" consentirebbe di conservare gli embrioni una volta congelati.

In generale è vietato attualmente e lo sarà anche dopo il referendum produrre embrioni con la finalità di utilizzarli unicamente per la ricerca scientifica, così come è ora vietato e lo sarà anche dopo il referendum finalizzare la diagnosi preimpianto all'eugenetica.


II quesito (scheda di colore arancione) Norme sui limiti all'accesso nell'utilizzo di più embrioni

Con questo quesito si vogliono abrogare nove punti.

1. Il primo punto riguarda le limitazioni e le finalità della PMA: il "Sì" estenderebbe il ricorso alla PMA, non vincolandola più solo ai problemi derivanti da sterilità o da infertilità umana, fermo restando la tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti.

2. Il secondo punto riguarda il principio di gradualità: il "Sì", abrogando tale principio, consentirebbe di ricorrere alla PMA anche a coppie che non hanno la possibilità di sperimentare tipologie alternative di cura.

3. Il terzo punto riguarda le restrizioni di accesso alle tecniche di PMA, attualmente disponibili solo in caso di verificata sterilità o infertilità confermata da documentazione medica e accertata l’impossibilità di ricorrere con esito positivo ad ogni altra tecnica che elimini le cause dell’infertilità stessa: il "Sì", eliminando ogni restrizione, consentirebbe di ricorrere alla PMA anche a coppie affette da infertilità non documentabile, ad esempio di tipo psicologico.

4. Il quarto punto riguarda il principio di gradualità relativamente alla scelta delle opzioni terapeutiche: il "Sì", abrogando taleprincipio, lascerebbe come principi su cui basare le tecniche di PMS solamente la minore invasività ed il consenso informato.

5. Il quinto punto vuole abrogare nell'ambito dei requisiti soggettivi (art. 5) il riferimento a quanto abrogato con il punto 3.

6. Il sesto punto riguarda la revoca della volontà di accesso alla PMA, attualmente consentita solo fino al momento della fecondazione dell'ovulo: il "Sì" porterebbe alla caduta del limite sulla possibilità di rivedere il proprio assenso all’atto medico in ogni momento.

7. Il settimo punto riguarda l'ambito degli interventi diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione, attualmente consentiti solo nel caso in cui perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e ualora non siano disponibili metodologie alternative: il "Sì" consentirebbe di effettuare sugli embrioni o sui gameti interventi con finalità diagnostiche, anche nel caso in cui non vi sia la tutela sulla salute e lo sviluppo dell'embrione stesso.

8. L'ottavo punto riguarda i limiti all'applicazione delle tecniche sugli embrioni, attualmente fissati alla creazione di non più di tre embrioni e ad un unico e contemporaneo impianto: il "Sì" conferirebbe al medico la discrezionalità circa il numero ottimale di embrioni da trasferire per chi si sottopone alle tecniche di PMA.

9. Il nono ed ultimo punto riguarda la crioconservazione embrionale, attualmente vietata salvo casi eccezionali (mentre è ammessa quella dei gameti): il "Sì" consentirebbe la crioconservazione degli embrioni che per qualunque otivo non risulti possibile trasferire in utero. In generale è vietato attualmente, mentre sarà consentito in caso di successo del II quesito, l'accesso alla PMA alle coppie non sterili portatrici di malattie genetiche; inoltre sussiste attualmente l'obbligo di impianto di tutti gli embrioni creati, mentre in caso di successo del II quesito sarà possibile rifiutare l'impianto di embrioni portatori di malattie genetiche; infine, in caso di fallimento della terapia, la donna deve attualmente sottoporsi ad un nuovo ciclo di stimolazione nel caso voglia tentare un nuovo impianto, mentre in caso di successo del II quesito potranno essere utilizzati gli ovuli precedentemente prelevati e fecondati, ma non ancora impiantati.


III quesito (scheda di colore grigio) Ampliamento sfera dei diritti

Con questo quesito si vogliono abrogare nove punti: gli stessi del II quesito ma con il primo punto ampliato.

1. Il primo punto, a differenza del precedente quesito, si estende, oltre alle limitazioni e alle finalità, anche alle condizioni, alle modalità e alla prassi di utilizzo e beneficio della PMA: il "Sì" provocherebbe la ridefinizione di tutti i principi che regolano il ricorso alla PMA.

In generale la principale modifica che apporta questo quesito, in aggiunta a quelle del quesito precedente, è la negazione al concepito di diritti pari a quelli della madre che, in caso di conflitto, dunque prevarranno.


IV quesito (scheda di colore rosa) Fecondazione eterologa

Con questo quesito si vogliono abrogare quattro punti.

1. Il primo punto riguarda proprio la fecondazione eterologa, oggi vietata: il "Sì" renderebbe possibile per una coppia ricorrere alla fecondazione assistita anche nel caso di sterilità assoluta di uno dei due componenti della coppia.

2. Il secondo punto vuole abrogare nell'ambito del divieto del disconoscimento della paternità e dell'anonimato della madre (art. 9) il riferimento a quanto abrogato con il punto 1.

3. Il terzo punto vuole abrogare le sanzioni per chi viola il divieto sulla fecondazione eterologa, di cui si chiede l’abrogazione.

4. Il quarto ed ultimo punto vuole abrogare nell'ambito dei divieti generali e sanzioni (art. 12) il riferimento a quanto abrogato con il punto 3.

In generale in caso di successo di questo quesito sarà possibile a coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile e con entrambi viventi, accedere alla fecondazione eterologa.


Link di riferimento:

http://www.ministeroitalianinelmondo.it

http://www.mazziniano.it

http://www.comitatoscienzaevita.it




Glossario


Clonazione riproduttiva: la clonazione riproduttiva mira ad ottenere un essere umano identico, in quanto a patrimonio genetico, ad un altro essere umano vivente o non vivente.

Clonazione terapeutica: la clonazione terapeutica è un processo in grado di produrre cellule staminali totipotenti, da utilizzare ai fini della ricerca scientifica senza passare attraverso la fase di produzione dell’embrione. >>>

Crioconservazione: tecnica che permette la conservazione per periodi significativi di materiali organici (es. gameti o embrioni) a basse temperature (~ -200°). >>>

Diagnosi preimpianto: La diagnosi genetica preimpianto (PGD) consente di valutare se l'embrione è affetto da malattie genetiche ereditate dai genitori. >>>

Eugenetica: branca della medicina che si propone il miglioramento genetico della specie umana. >>>

Fecondazione eterologa: fecondazioni in cui uno dei gameti (spermatozoi od ovociti) è esterno alla coppia.

Principio di gradualità: il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è adesso consentito quando non vi siano altri mezzi per risolvere i problemi riproduttivi derivanti da sterilità accertata.

giovedì, maggio 12, 2005

Olio di colza, Biodiesel, ovvero la coperta è sempre troppo corta

Da qualche mese si è diffusa la notizia, prevalentemente via Internet, secondo la quale i motori Diesel potrebbero essere alimentati da olio vegetale al posto del gasolio, in particolare dall'olio di colza (Brassica napus oleifera), pianta che sembra non avere altro scopo se non quello di essere utilizzata come biocomustibile. Non si vuole qui svolgere un'analisi sul'attendibilità della notizia, tra l'altro già esaurientemente affrontata dal "cacciatore di bufale" Paolo Attivissimo, ma solo lanciare qualche eventuale spunto di riflessione.

Per prima cosa vorrei segnalare che la fonte del messaggio, diffusosi via email a mò di catena di S. Antonio, sembrerebbe essere Uriel, tramite il suo bolg "Il cammino del lupo": tuttavia in questo suo appello, al di là degli elementi rilevati dal su citato Paolo che lo classificherebbero come una bufala, emerge un elemento che più di ogni altro dovrebbe mettere sul chi vive il lettore.

Nella lunga descrizione che Uriel fà dell'olio di colza emergono solamente elementi postivi, pregi, motivazioni che rendono sotto tutti i punti di vista questo olio migliore, più efficiente, superiore del gasolio.

Ora non è di questo mondo la perfezione, infatti la coperta si dimostra sempre troppo corta e quindi è irreale che un prodotto racchiuda in sé tutte caratteristiche migliorative senza mai un "ma", ovvero un prezzo da pagare per piccolo che possa essere. Queste considerazioni dovrebbero essere alla base del buon senso che dovrebbe farci diffidare delle facili aspettative che promettono, poco o molto che sia, senza nulla in cambio.

Per essere anche costruttivi c'è da dire che in ogni legenda c'è sempre un briciolo di verità: la verità in questo caso si chiama Biodiesel, che è un combustibile a tutti gli effetti, solamente prodotto partendo da oli vegetali, tra cui quello di colza, anziché da idrocarburi.

Anche di questo se ne è ampiamente parlato, uno per tutti Jacopo Fogià nel 2000, evidenziando però in questo caso anche i tanto attesi difetti, gli svantaggi che deriverebbero da un utilizzo di questo combustibile vegetale al posto del tradizionale gasolio.

Attualmente le raffinerie petrolifere producono gasolio che, particolarmente se privo di zolfo,contiene fino al 5% di biodiesel in quanto la miscela risultante possiede migliori qualità lubrificanti (lubricity) del gasolio tradizionale. Inoltre per scuotere i più diffidenti è bastato che anche alcuni autorevoli media, se di autorevolezza si può parlare, diffondessero la notizia con sensazionalità, confondendo però olio di colza con biodiesel, utilizzando i due prodotti come fossero due facce della stessa medaglia, e riportando come unica controindicazione l'illegalità dell'utilizzo dell'olio di colza alimentare come carburante in quanto esente da accisa.

Il peggiore dei mali è l'ignoranza.

Infine c'è anche chi solleva delle critiche piuttosto forti ad un utilizzo intensivo dei biocarburanti, nell'accezione più generale del termine, critiche che nascono da motivazioni ben diverse dalla mera comparazione in termini di pro e contro tra biodiesel e gasolio. Al di là di tutto, l'importante è non farsi ingannare dalle soluzioni semplici, troppo semplici per cui le scelte che hanno maggiore impatto sono sempre quelle sbagliate: non saranno le migliori nè le uniche possibili, ma non sempre l’alternativa si rivela un male minore, almeno.

Purtroppo la storia ha più volte dimostrato che l'uomo dai suoi errori non vuole proprio imparare.

venerdì, maggio 06, 2005

Firefox supera i 50 milioni di download: ma è tutto oro quello che luccica?

L'ultimo browser realizzato nell'ambito del progetto Mozilla sta riscuotendo un discreto successo tra i navigatori, come mostrano le cifre relativamente al download di questo prodotto: tra i suoi principali punti di forza vi sono sicuramente le dimensioni compatte, circa dieci volte inferiori a quelle medie di Microsoft Internet Explorer. Tuttavia vorrei sottolineare come un browser definito più sicuro di ogni altro abbia in realtà avuto dal suo rilascio un numero davvero elevato di aggiornamenti, proprio a causa delle numerose vulnerabilità per la sicurezza che venivano man mano riscontrate: per la precisione gli aggiornamenti di Mozilla Firefox dalla data di rilascio della versione 1.0 (9 Novembre 2004) ad oggi sono stati circa 40, mentre quelli di Microsoft Internet Explorer dallo stesso periodo alla data odierna solamente 16. Ultimo aspetto, ma primo per importanza, da segnalare è che molte delle vulnerabilità riscontrate in Firefox ma non in Internet Explorer hanno fornito terreno facile a diverse tecniche di phishing. Dunque prima di decidere se installare o meno questo nuovo browser sarebbe opportuno valutarne l'effettiva necessità ed essere, quantomeno, comunque consapevoli degli eventuali rischi a cui si potrà andare incontro.

Maggiori informazioni presso i siti web:

- Mozilla Firefox http://www.mozilla.org/projects/security/known-vulnerabilities.html

- Internet Explorer http://www.microsoft.com/technet/security/bulletin/MS05-020.mspx