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Blog di Francesco Amendola

venerdì, giugno 24, 2005

Sì o No al Referendum sulla Fecondazione Assistita

Analizzati i quattro quesiti, si procederà ora ad evidenziare le principali motivazioni basate per quanto possibile su dati oggettivi, scientifici o statistici, promosse dai fautori del "", da quelli del "No" e dagli "astensionisti".

Questa analisi nasce dalla constatazione che l'informazione data fin ora su questi temi è stata scarsa ed a volte erronea, anche se proveniente da fonti autorevoli, e dalla volontà di esporre in maniera chiara le ripercussioni che potrebbero esserci. Potrà sembrare banale ricordare in questa sede che non si è obbligati a votare tutti "Sì" o tutti "No", ma la maggior parte dei pareri trasmessi dai mass media sono stati abbastanza estremisti, nel senso di vedere le cose o tutte bianche o tutte nere, mentre il mondo è pieno di sfumature.


I quesito (scheda di colore celeste)
Utilizzo di embrioni per la cura di nuove malattie

Il primo quesito riguarda la possibilità di crioconservazione degli embrioni, il loro utilizzo per fini di ricerca scientifica (clonazione terapeutica) e la diagnosi preimpianto.

Le ragioni del "Sì" Le ragioni del "No"
1. Consentire la ricerca scientifica sulle cellule staminali prelevate dagli embrioni, al fine di cercare cure per gravi malattie quali il cancro, la sclerosi, l'Alzheimer, il diabete, il Parkinson, etc.



2. Conoscere tramite la diagnosi preimpianto lo stato di salute genetica dell'embrione.
1. Mentre è dimostrato scientificamente che risulta possibile curare malattie con cellule staminali adulte (58 casi registrati nel mondo), non si ha ancora nessun risultato positivo con quelle di provenienza embrionale. Inoltre in un caso su cinque è stata osservata l’insorgenza di forme tumorali, dovute ad una crescita fuori controllo delle cellule staminali embrionali impiantate. 2. Prima dell'entrata in vigore della legge 40/04, la diagnosi preimpianto è stata effettuata solo dall’11,6% dei centri che praticano la fecondazione artificiale (dati 2003 Istituto Superiore di Sanità). Inoltre per effettuare la diagnosi preimpianto è necessario prelevare 1-2 cellule da un embrione che ne ha solo 6-8, per cui si corre il rischio di danneggiare gravemente l'embrione stesso, o quanto meno di indebolirlo: infatti solo il 15-20% degli embrioni cui è stata praticata la diagnosi preimpianto si sviluppano fino alla nascita.


Inoltre mentre è attualmente vietato crioconservare embrioni, è invece ammessa la crioconservazione dei gameti, per cui sembrerebbe possibile conservare questi ultimi al posto degli ovuli fecondati. Tuttavia la crioconservazione degli ovuli non fecondati non risulta ancora efficace quanto quella degli embrioni già formati. Infine anche senza la diagnosi preimpianto è possibile rilevare lo stato di salute del nascituro, ad esempio tramite la diagnosi prenatale effettuata tra la decima e ventesima settimana di gravidanza: con questa tecnica, in caso di feto affetto da malattie, l'unica alternativa al parto è l'interruzione di gravidanza, soluzione indubbiamente più invasiva e con maggiori conseguenze di una gravidanza evitata.


II quesito (scheda di colore arancione)
Norme sui limiti all'accesso nell'utilizzo di più embrioni

Il secondo quesito riguarda l'accesso alla PMA ad una più ampia tipologia di coppie, l'abolizione della possibilità di revoca entro la fecondazione dell'ovulo, l'abolizione del limite massimo di creazione di tre embrioni e dell'obbligo di impianto di tutti gli embrioni formati, la possibilità di crioconservare gli embrioni che non possono essere impiantati.

Le ragioni del "Sì" Le ragioni del "No"
1. Consentire l'accesso alla PMA anche a coppie affette da infertilità non documentabile, ovvero non sterili ma portatrici di malattie genetiche.

2. Lasciare alla deontologia ed alla professionalità del medico la scelta del numero ottimale di embrioni da creare e di quello da impiantare.

3. Consentire il non impianto degli embrioni affetti da malattie genetiche.
1. Regolamentare un settore troppo a lungo lasciato senza norme: sono documentati casi di impianti multipli fino a dieci embrioni che hanno causato parti plurigemellari.


2. Il limite di tre embrioni è comunque sufficiente per garantire una percentuale di successo paragonabile a quella osservata in assenza di limiti, ovvero prima dell'entrata in vigore della legge: si è infatti passati dal 27% ante legem al 24,2% post legem.


In generale, data anche la complessità dei punti trattati, questo quesito è stato più volte affrontato da un punto di vista etico più che scientifico. Tuttavia si sottolinea che, anche abrogando la parte relativa al numero massimo di embrioni che si possono creare e all'obbligo di impianto, rimane comunque la frase "le tecniche di produzione degli embrioni, ..., non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ".


III quesito(scheda di colore grigio)
Ampliamento sfera dei diritti

Il terzo quesito riguarda le stesse tematiche affrontate nel quesito precedente, con la sostanziale differenza che, mentre il II quesito non intende abrogare del tutto le finalità della legge 40/04, lasciando inalterate le condizioni e le modalità di accesso alla PMA, ma soprattutto riconoscendo diritti al concepito, qui si vuole eliminare del tutto il primo articolo del testo di legge, con la principale conseguenza di non voler riconoscere alcun diritto all'embrione

Le ragioni del "Sì" Le ragioni del "No"
1. Tutte quelle analizzate per il II quesito.
2. Non esiste alcuna legge che riconosca l'embrione come persona giuridica.

3. Riconoscere diritti all'embrione può essere un primo passo verso la modifica della legge 22 maggio 1978, n. 194 (legge sull'aborto).
1. Tutte quelle analizzate per il II quesito.

2. Si riconosce la vita all'atto del concepimento.

3. Si provocherebbe la ridefinizione di tutti i principi che regolano il ricorso alla PMA.




IV quesito (scheda di colore rosa)
Fecondazione eterologa

Il quarto quesito riguarda le possibilità di ricorrere alla PMA a coppie in cui uno dei componenti sia assolutamente sterile, ricorrendo ad un donatore esterno ad esse (fecondazione eterologa).

Le ragioni del "Sì" Le ragioni del "No"
1. Consentire alle coppie gravemente sterili di ricorrere alla PMA in Italia

2. Evitare che il ricorso alla PMA sia riservato solo alle coppie gravemente sterili più facoltose, che dunque possono recarsi nei Paesi esteri ove tale tecnica è consentita.

3. Non esiste alcuna evidenza scientifica della tesi secondo la quale i bambini nati da fecondazione eterologa sarebbero infelici o vittime di disturbi psicologici.
1. Rischio di rifiuto del bambino dal partner che non lo ha generato.

2. Negazione al figlio il diritto di conoscere le proprie origini.

3. Rischio di malattie genetiche trasmesse dal donatore.


In aggiunta a quanto riportato i sostenitori del "No" segnalano l'adozione come alternativa alla PMA mediante fecondazione eterologa.

Per quanto riguarda infine le ragioni degli "astensionisti", vale la pena sottolineare che si tratta per lo più di una scelta di comodo per far vincere il "No", piuttosto che una presa di posizione contro lo strumento referendum in sè, in quanto l'astensione offre maggiori possibilità di successo.

Infine all'osservazione che è molto probabile che in caso di vittoria del "Sì", la percentuale dei votanti non sia una maggioranza assoluta si potrebbe obiettare che anche alle elezioni politiche i vincitori non ottengono la maggioranza assoluta, e che sono proprio costoro che poi formulano le leggi che i referendum chiedono di abrogare.



Per trarre ulteriori spunti di riflessione si segnala:

- Commento alla legge 40/2004 a cura del SISMER

- La fecondazione proibita, di Chiara Valentini

mercoledì, giugno 08, 2005

Referendum sulla Fecondazione Assistita

Il 12 e 13 Giugno si voterà per stabilire se e in quali termini modificare la legge 40 del 19 febbraio 2004, "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita": si analizzeranno di seguito i quattro quesiti proposti senza alcuna volontà di parte nè pretesa di esaustività.


I quesito (scheda di colore celeste) Utilizzo di embrioni per la cura di nuove malattie

Con questo quesito si vogliono abrogare quattro punti.

1. Il primo punto riguarda la clonazione cellulare, attualmente vietata in toto: il "Sì" consentirebbe la clonazione terapeutica, fermo restando il divieto di clonazione riproduttiva.

2. Il secondo punto riguarda la ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni frutto della tecnica della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), al momento contemplata unicamente per finalità terapeutiche e diagnostiche volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso: il "Sì" consentirebbe la diagnosi preimpianto di una malattia genetica anche nel caso in cui quest’ultima non fosse l’unica metodologia disponibile a livello terapeutico e diagnostico.

3. Il terzo punto riguarda l'abrogazione dell'attuale divieto di effettuare la clonazione mediante la tecnica del trasferimento nucleare sia a fini procreativi che di ricerca (per la produzione di cellule staminali): il "Sì" consentirebbe dunque la clonazione terapeutica ottenuta trasferendo il nucleo di una cellula adulta in un cellula uovo da cui è stato precedentemente sottratto il nucleo: attraverso una stimolazione la cellula uovo comincia a produrre cellule staminali embrionali che verranno prelevate ed utilizzate al solo fine di studiare possibili cure.

4. Il quarto ed ultimo punto riguarda la crioconservazione embrionale, attualmente vietata salvo casi eccezionali (mentre è ammessa quella dei gameti): il "Sì" consentirebbe di conservare gli embrioni una volta congelati.

In generale è vietato attualmente e lo sarà anche dopo il referendum produrre embrioni con la finalità di utilizzarli unicamente per la ricerca scientifica, così come è ora vietato e lo sarà anche dopo il referendum finalizzare la diagnosi preimpianto all'eugenetica.


II quesito (scheda di colore arancione) Norme sui limiti all'accesso nell'utilizzo di più embrioni

Con questo quesito si vogliono abrogare nove punti.

1. Il primo punto riguarda le limitazioni e le finalità della PMA: il "Sì" estenderebbe il ricorso alla PMA, non vincolandola più solo ai problemi derivanti da sterilità o da infertilità umana, fermo restando la tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti.

2. Il secondo punto riguarda il principio di gradualità: il "Sì", abrogando tale principio, consentirebbe di ricorrere alla PMA anche a coppie che non hanno la possibilità di sperimentare tipologie alternative di cura.

3. Il terzo punto riguarda le restrizioni di accesso alle tecniche di PMA, attualmente disponibili solo in caso di verificata sterilità o infertilità confermata da documentazione medica e accertata l’impossibilità di ricorrere con esito positivo ad ogni altra tecnica che elimini le cause dell’infertilità stessa: il "Sì", eliminando ogni restrizione, consentirebbe di ricorrere alla PMA anche a coppie affette da infertilità non documentabile, ad esempio di tipo psicologico.

4. Il quarto punto riguarda il principio di gradualità relativamente alla scelta delle opzioni terapeutiche: il "Sì", abrogando taleprincipio, lascerebbe come principi su cui basare le tecniche di PMS solamente la minore invasività ed il consenso informato.

5. Il quinto punto vuole abrogare nell'ambito dei requisiti soggettivi (art. 5) il riferimento a quanto abrogato con il punto 3.

6. Il sesto punto riguarda la revoca della volontà di accesso alla PMA, attualmente consentita solo fino al momento della fecondazione dell'ovulo: il "Sì" porterebbe alla caduta del limite sulla possibilità di rivedere il proprio assenso all’atto medico in ogni momento.

7. Il settimo punto riguarda l'ambito degli interventi diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione, attualmente consentiti solo nel caso in cui perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e ualora non siano disponibili metodologie alternative: il "Sì" consentirebbe di effettuare sugli embrioni o sui gameti interventi con finalità diagnostiche, anche nel caso in cui non vi sia la tutela sulla salute e lo sviluppo dell'embrione stesso.

8. L'ottavo punto riguarda i limiti all'applicazione delle tecniche sugli embrioni, attualmente fissati alla creazione di non più di tre embrioni e ad un unico e contemporaneo impianto: il "Sì" conferirebbe al medico la discrezionalità circa il numero ottimale di embrioni da trasferire per chi si sottopone alle tecniche di PMA.

9. Il nono ed ultimo punto riguarda la crioconservazione embrionale, attualmente vietata salvo casi eccezionali (mentre è ammessa quella dei gameti): il "Sì" consentirebbe la crioconservazione degli embrioni che per qualunque otivo non risulti possibile trasferire in utero. In generale è vietato attualmente, mentre sarà consentito in caso di successo del II quesito, l'accesso alla PMA alle coppie non sterili portatrici di malattie genetiche; inoltre sussiste attualmente l'obbligo di impianto di tutti gli embrioni creati, mentre in caso di successo del II quesito sarà possibile rifiutare l'impianto di embrioni portatori di malattie genetiche; infine, in caso di fallimento della terapia, la donna deve attualmente sottoporsi ad un nuovo ciclo di stimolazione nel caso voglia tentare un nuovo impianto, mentre in caso di successo del II quesito potranno essere utilizzati gli ovuli precedentemente prelevati e fecondati, ma non ancora impiantati.


III quesito (scheda di colore grigio) Ampliamento sfera dei diritti

Con questo quesito si vogliono abrogare nove punti: gli stessi del II quesito ma con il primo punto ampliato.

1. Il primo punto, a differenza del precedente quesito, si estende, oltre alle limitazioni e alle finalità, anche alle condizioni, alle modalità e alla prassi di utilizzo e beneficio della PMA: il "Sì" provocherebbe la ridefinizione di tutti i principi che regolano il ricorso alla PMA.

In generale la principale modifica che apporta questo quesito, in aggiunta a quelle del quesito precedente, è la negazione al concepito di diritti pari a quelli della madre che, in caso di conflitto, dunque prevarranno.


IV quesito (scheda di colore rosa) Fecondazione eterologa

Con questo quesito si vogliono abrogare quattro punti.

1. Il primo punto riguarda proprio la fecondazione eterologa, oggi vietata: il "Sì" renderebbe possibile per una coppia ricorrere alla fecondazione assistita anche nel caso di sterilità assoluta di uno dei due componenti della coppia.

2. Il secondo punto vuole abrogare nell'ambito del divieto del disconoscimento della paternità e dell'anonimato della madre (art. 9) il riferimento a quanto abrogato con il punto 1.

3. Il terzo punto vuole abrogare le sanzioni per chi viola il divieto sulla fecondazione eterologa, di cui si chiede l’abrogazione.

4. Il quarto ed ultimo punto vuole abrogare nell'ambito dei divieti generali e sanzioni (art. 12) il riferimento a quanto abrogato con il punto 3.

In generale in caso di successo di questo quesito sarà possibile a coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile e con entrambi viventi, accedere alla fecondazione eterologa.


Link di riferimento:

http://www.ministeroitalianinelmondo.it

http://www.mazziniano.it

http://www.comitatoscienzaevita.it




Glossario


Clonazione riproduttiva: la clonazione riproduttiva mira ad ottenere un essere umano identico, in quanto a patrimonio genetico, ad un altro essere umano vivente o non vivente.

Clonazione terapeutica: la clonazione terapeutica è un processo in grado di produrre cellule staminali totipotenti, da utilizzare ai fini della ricerca scientifica senza passare attraverso la fase di produzione dell’embrione. >>>

Crioconservazione: tecnica che permette la conservazione per periodi significativi di materiali organici (es. gameti o embrioni) a basse temperature (~ -200°). >>>

Diagnosi preimpianto: La diagnosi genetica preimpianto (PGD) consente di valutare se l'embrione è affetto da malattie genetiche ereditate dai genitori. >>>

Eugenetica: branca della medicina che si propone il miglioramento genetico della specie umana. >>>

Fecondazione eterologa: fecondazioni in cui uno dei gameti (spermatozoi od ovociti) è esterno alla coppia.

Principio di gradualità: il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è adesso consentito quando non vi siano altri mezzi per risolvere i problemi riproduttivi derivanti da sterilità accertata.