Sì o No al Referendum sulla Fecondazione Assistita
Analizzati i quattro quesiti, si procederà ora ad evidenziare le principali motivazioni basate per quanto possibile su dati oggettivi, scientifici o statistici, promosse dai fautori del "Sì", da quelli del "No" e dagli "astensionisti".
Questa analisi nasce dalla constatazione che l'informazione data fin ora su questi temi è stata scarsa ed a volte erronea, anche se proveniente da fonti autorevoli, e dalla volontà di esporre in maniera chiara le ripercussioni che potrebbero esserci. Potrà sembrare banale ricordare in questa sede che non si è obbligati a votare tutti "Sì" o tutti "No", ma la maggior parte dei pareri trasmessi dai mass media sono stati abbastanza estremisti, nel senso di vedere le cose o tutte bianche o tutte nere, mentre il mondo è pieno di sfumature.
I quesito (scheda di colore celeste)
Utilizzo di embrioni per la cura di nuove malattie
Il primo quesito riguarda la possibilità di crioconservazione degli embrioni, il loro utilizzo per fini di ricerca scientifica (clonazione terapeutica) e la diagnosi preimpianto.
Inoltre mentre è attualmente vietato crioconservare embrioni, è invece ammessa la crioconservazione dei gameti, per cui sembrerebbe possibile conservare questi ultimi al posto degli ovuli fecondati. Tuttavia la crioconservazione degli ovuli non fecondati non risulta ancora efficace quanto quella degli embrioni già formati. Infine anche senza la diagnosi preimpianto è possibile rilevare lo stato di salute del nascituro, ad esempio tramite la diagnosi prenatale effettuata tra la decima e ventesima settimana di gravidanza: con questa tecnica, in caso di feto affetto da malattie, l'unica alternativa al parto è l'interruzione di gravidanza, soluzione indubbiamente più invasiva e con maggiori conseguenze di una gravidanza evitata.
II quesito (scheda di colore arancione)
Norme sui limiti all'accesso nell'utilizzo di più embrioni
Il secondo quesito riguarda l'accesso alla PMA ad una più ampia tipologia di coppie, l'abolizione della possibilità di revoca entro la fecondazione dell'ovulo, l'abolizione del limite massimo di creazione di tre embrioni e dell'obbligo di impianto di tutti gli embrioni formati, la possibilità di crioconservare gli embrioni che non possono essere impiantati.
In generale, data anche la complessità dei punti trattati, questo quesito è stato più volte affrontato da un punto di vista etico più che scientifico. Tuttavia si sottolinea che, anche abrogando la parte relativa al numero massimo di embrioni che si possono creare e all'obbligo di impianto, rimane comunque la frase "le tecniche di produzione degli embrioni, ..., non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ".
III quesito(scheda di colore grigio)
Ampliamento sfera dei diritti
Il terzo quesito riguarda le stesse tematiche affrontate nel quesito precedente, con la sostanziale differenza che, mentre il II quesito non intende abrogare del tutto le finalità della legge 40/04, lasciando inalterate le condizioni e le modalità di accesso alla PMA, ma soprattutto riconoscendo diritti al concepito, qui si vuole eliminare del tutto il primo articolo del testo di legge, con la principale conseguenza di non voler riconoscere alcun diritto all'embrione
IV quesito (scheda di colore rosa)
Fecondazione eterologa
Il quarto quesito riguarda le possibilità di ricorrere alla PMA a coppie in cui uno dei componenti sia assolutamente sterile, ricorrendo ad un donatore esterno ad esse (fecondazione eterologa).
In aggiunta a quanto riportato i sostenitori del "No" segnalano l'adozione come alternativa alla PMA mediante fecondazione eterologa.
Per quanto riguarda infine le ragioni degli "astensionisti", vale la pena sottolineare che si tratta per lo più di una scelta di comodo per far vincere il "No", piuttosto che una presa di posizione contro lo strumento referendum in sè, in quanto l'astensione offre maggiori possibilità di successo.
Infine all'osservazione che è molto probabile che in caso di vittoria del "Sì", la percentuale dei votanti non sia una maggioranza assoluta si potrebbe obiettare che anche alle elezioni politiche i vincitori non ottengono la maggioranza assoluta, e che sono proprio costoro che poi formulano le leggi che i referendum chiedono di abrogare.
Per trarre ulteriori spunti di riflessione si segnala:
- Commento alla legge 40/2004 a cura del SISMER
- La fecondazione proibita, di Chiara Valentini
Questa analisi nasce dalla constatazione che l'informazione data fin ora su questi temi è stata scarsa ed a volte erronea, anche se proveniente da fonti autorevoli, e dalla volontà di esporre in maniera chiara le ripercussioni che potrebbero esserci. Potrà sembrare banale ricordare in questa sede che non si è obbligati a votare tutti "Sì" o tutti "No", ma la maggior parte dei pareri trasmessi dai mass media sono stati abbastanza estremisti, nel senso di vedere le cose o tutte bianche o tutte nere, mentre il mondo è pieno di sfumature.
I quesito (scheda di colore celeste)
Utilizzo di embrioni per la cura di nuove malattie
Il primo quesito riguarda la possibilità di crioconservazione degli embrioni, il loro utilizzo per fini di ricerca scientifica (clonazione terapeutica) e la diagnosi preimpianto.
| Le ragioni del "Sì" | Le ragioni del "No" |
|
1. Consentire la ricerca scientifica sulle cellule staminali prelevate dagli embrioni, al fine di cercare cure per gravi malattie quali il cancro, la sclerosi, l'Alzheimer, il diabete, il Parkinson, etc.
2. Conoscere tramite la diagnosi preimpianto lo stato di salute genetica dell'embrione. |
1. Mentre è dimostrato scientificamente che risulta possibile curare malattie con cellule staminali adulte (58 casi registrati nel mondo), non si ha ancora nessun risultato positivo con quelle di provenienza embrionale. Inoltre in un caso su cinque è stata osservata l’insorgenza di forme tumorali, dovute ad una crescita fuori controllo delle cellule staminali embrionali impiantate. 2. Prima dell'entrata in vigore della legge 40/04, la diagnosi preimpianto è stata effettuata solo dall’11,6% dei centri che praticano la fecondazione artificiale (dati 2003 Istituto Superiore di Sanità). Inoltre per effettuare la diagnosi preimpianto è necessario prelevare 1-2 cellule da un embrione che ne ha solo 6-8, per cui si corre il rischio di danneggiare gravemente l'embrione stesso, o quanto meno di indebolirlo: infatti solo il 15-20% degli embrioni cui è stata praticata la diagnosi preimpianto si sviluppano fino alla nascita. |
Inoltre mentre è attualmente vietato crioconservare embrioni, è invece ammessa la crioconservazione dei gameti, per cui sembrerebbe possibile conservare questi ultimi al posto degli ovuli fecondati. Tuttavia la crioconservazione degli ovuli non fecondati non risulta ancora efficace quanto quella degli embrioni già formati. Infine anche senza la diagnosi preimpianto è possibile rilevare lo stato di salute del nascituro, ad esempio tramite la diagnosi prenatale effettuata tra la decima e ventesima settimana di gravidanza: con questa tecnica, in caso di feto affetto da malattie, l'unica alternativa al parto è l'interruzione di gravidanza, soluzione indubbiamente più invasiva e con maggiori conseguenze di una gravidanza evitata.
II quesito (scheda di colore arancione)
Norme sui limiti all'accesso nell'utilizzo di più embrioni
Il secondo quesito riguarda l'accesso alla PMA ad una più ampia tipologia di coppie, l'abolizione della possibilità di revoca entro la fecondazione dell'ovulo, l'abolizione del limite massimo di creazione di tre embrioni e dell'obbligo di impianto di tutti gli embrioni formati, la possibilità di crioconservare gli embrioni che non possono essere impiantati.
| Le ragioni del "Sì" | Le ragioni del "No" |
|
1. Consentire l'accesso alla PMA anche a coppie affette da infertilità non documentabile, ovvero non sterili ma portatrici di malattie genetiche.
2. Lasciare alla deontologia ed alla professionalità del medico la scelta del numero ottimale di embrioni da creare e di quello da impiantare. 3. Consentire il non impianto degli embrioni affetti da malattie genetiche. |
1. Regolamentare un settore troppo a lungo lasciato senza norme: sono documentati casi di impianti multipli fino a dieci embrioni che hanno causato parti plurigemellari.
2. Il limite di tre embrioni è comunque sufficiente per garantire una percentuale di successo paragonabile a quella osservata in assenza di limiti, ovvero prima dell'entrata in vigore della legge: si è infatti passati dal 27% ante legem al 24,2% post legem. |
In generale, data anche la complessità dei punti trattati, questo quesito è stato più volte affrontato da un punto di vista etico più che scientifico. Tuttavia si sottolinea che, anche abrogando la parte relativa al numero massimo di embrioni che si possono creare e all'obbligo di impianto, rimane comunque la frase "le tecniche di produzione degli embrioni, ..., non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ".
III quesito(scheda di colore grigio)
Ampliamento sfera dei diritti
Il terzo quesito riguarda le stesse tematiche affrontate nel quesito precedente, con la sostanziale differenza che, mentre il II quesito non intende abrogare del tutto le finalità della legge 40/04, lasciando inalterate le condizioni e le modalità di accesso alla PMA, ma soprattutto riconoscendo diritti al concepito, qui si vuole eliminare del tutto il primo articolo del testo di legge, con la principale conseguenza di non voler riconoscere alcun diritto all'embrione
| Le ragioni del "Sì" | Le ragioni del "No" |
|
1. Tutte quelle analizzate per il II quesito.
2. Non esiste alcuna legge che riconosca l'embrione come persona giuridica. 3. Riconoscere diritti all'embrione può essere un primo passo verso la modifica della legge 22 maggio 1978, n. 194 (legge sull'aborto). |
1. Tutte quelle analizzate per il II quesito.
2. Si riconosce la vita all'atto del concepimento. 3. Si provocherebbe la ridefinizione di tutti i principi che regolano il ricorso alla PMA. |
IV quesito (scheda di colore rosa)
Fecondazione eterologa
Il quarto quesito riguarda le possibilità di ricorrere alla PMA a coppie in cui uno dei componenti sia assolutamente sterile, ricorrendo ad un donatore esterno ad esse (fecondazione eterologa).
| Le ragioni del "Sì" | Le ragioni del "No" |
|
1. Consentire alle coppie gravemente sterili di ricorrere alla PMA in Italia
2. Evitare che il ricorso alla PMA sia riservato solo alle coppie gravemente sterili più facoltose, che dunque possono recarsi nei Paesi esteri ove tale tecnica è consentita. 3. Non esiste alcuna evidenza scientifica della tesi secondo la quale i bambini nati da fecondazione eterologa sarebbero infelici o vittime di disturbi psicologici. |
1. Rischio di rifiuto del bambino dal partner che non lo ha generato.
2. Negazione al figlio il diritto di conoscere le proprie origini. 3. Rischio di malattie genetiche trasmesse dal donatore. |
In aggiunta a quanto riportato i sostenitori del "No" segnalano l'adozione come alternativa alla PMA mediante fecondazione eterologa.
Per quanto riguarda infine le ragioni degli "astensionisti", vale la pena sottolineare che si tratta per lo più di una scelta di comodo per far vincere il "No", piuttosto che una presa di posizione contro lo strumento referendum in sè, in quanto l'astensione offre maggiori possibilità di successo.
Infine all'osservazione che è molto probabile che in caso di vittoria del "Sì", la percentuale dei votanti non sia una maggioranza assoluta si potrebbe obiettare che anche alle elezioni politiche i vincitori non ottengono la maggioranza assoluta, e che sono proprio costoro che poi formulano le leggi che i referendum chiedono di abrogare.
Per trarre ulteriori spunti di riflessione si segnala:
- Commento alla legge 40/2004 a cura del SISMER
- La fecondazione proibita, di Chiara Valentini



